Blue Dahlia Musica & Parole


giovedì, gennaio 29, 2004
 

Domani arrivano gli AKKURA con .........Tony.

Domani arriva gli AKKURA, insieme a quel pazzo furioso di Tony Landolina, ecco come comunica il fattaccio agli iscritti (?) della sua Mailing list:

Olivella 4.35 (del mattino)

Orsettoricchione:- Ciao Toni, come va?
Tonylandolina:- Mah, non c’è male
O:- E’ un sacco di tempo che non ti sento suonare a Palermo
T:- Beh come forse saprai ho litigato con metà dei gestori di Pubs, il problema è che l’altra metà ha litigato con me.
O:- Certo che tu hai un carattere difficile…
T:- Ma che c**** dici? V********* brutto pezzo di m****, sono loro che sono tutti figli di una gran m*******
O:- Ok, non è il caso di innervosirsi, piuttosto cosa pensi di fare?
T:- Intanto questo fine settimana vado a fare un paio di concerti in continente con gli Akkura e poi non so, potrei tornare a fare il mio vecchio mestiere
O:- Cioè
T:- Scaccolatore d’elefanti
O:- Bleah! Preferisco venirti a vedere in concerto
T:- Va bene, allora ti do le date:
Giovedì 29 Foggia al Fuori orario ex belle amie
Venerdì 30 e sabato 31 a Marina Ionica (RC) al Blue dahlia
O:- Comunque è stato un pensiero molto carino da parte degli Akkura proporti di partire con loro
T:- Veramente loro non lo sanno, penso di nascondermi nella custodia del contrabbasso e di saltare fuori una volta passato lo stretto.
O:- Mmmm, vabbè, allora buona fortuna!

Questo è Tony scrittore, domani Tony musicista
 
Oggi mi è arrivato questa gif, dice che porta fortuna...........mah......


















posted by bluedahlia | 21:59 | commenti
 

Una recensione di Fabio sul concerto degli ELLE

ELLE: incomunicabilità e sensazione.

Tornato a casa dal concerto degli Elle apro un vecchio vocabolario e leggo:
Incomunicabilità: incapacità di trovare un accordo ideologico e sentimentale con chi ci sta vicino.
Sensazione: modificazione che la coscienza avverte in sè come prodotta da stimoli esterni o interni sugli organi di senso.
Ai due termini il compito di riassumere il valore artistico del lavoro di questi ragazzi di Venezia, tra le pieghe di una serata memorabile, il segreto dellì'alchimia di un grupppo realmente notevovole. Alla fine della serata, tra i volti di un pubblico contento e stupito, capisco che la loro vena initmistica ha conquistato tutti. più egoisticamente, ha conquistato me. Nella loro musica la necessità e l'urgenza di esprimersi, ma anche la paura e la timidezza di chi si racconta. Troppo sensibili per non emozionare, troppo pudici e intelligenti per denudare i propri sentimenti. Il velo che li copre è sottile ed il gioco seduttivo molto convincente. Gli Elle conoscono la musica, la fagocitano e la sanno suonare. i ragazzi aprono a mezzanotte eseguendo "Geeezer" in una versione molto più scarna e cruda rispetto all'album (PEOPLE ARE DANCING IN THE A.M. - URTOVOX), suona come Primal Scream o  Death in Vegas. La cosa non mi dispiace affatto, anzi, mi risulta gradita. Da qui in poi, in più di un'ora di musica, il loro suono illumina la scena e prende il volo. Si apre con "People are coming in the a.m.", si chiude con "Kiss me", passando per la beatlesiana cover di "Dear prudence" (chiedo venia nel caso sbagli...), 2 bis e tanti applausi e consensi. E poi i tanti voli in America, e non solo per il Superbowl ( domenica forza Patriots, un saluto dovuto alle Aquile Ferrara), ma anche a casa del "cavalloscintillante" Linkous ed a Modesto nella casa volante degli ufo - orsi Grandaddy. E se forse tra i presenti, per strane contrastanti sensazioni o per problemi di comunicazione, qualcuno fosse atterrato oltremanica a casa Mecury Rev durante una session con i Fratellini Chimici, non date la colpa agli Elle e ricordatevi: THEY ARE DANCING WITH A REVOLVER IN THEIR HANDS!
 Take it or leave it! Fab (75fab@libero.it)







posted by bluedahlia | 21:45 | commenti


mercoledì, gennaio 28, 2004
 

Ciao Alfredo

Quanti concerti hai fatto qui al Blue, tanti e quante sere e notti passate insieme, prima e dopo il concerto, a parlare di musica, di vita, dei massimi sistemi e delle minime miserie, quante migliaia di telefonate negli anni mi hai fatto: “Ciao sono Alfredo, quello che ti rompe i ciglioni” “ no Alfredo è sempre un piacere” e sembrava un siparietto dei suoi concerti bellissimi sgangherati. Ah! I tuoi concerti, qui ne abbiamo fatti un bel po’, chiassosi, esilaranti, pieni di demenza surreale con i piedi ben piantati per terra, la tua descrizione trasversale della vita, ironica e amara, che prendeva in giro tutto e tutti, che ci faceva ridere, piccole storie di vita quotidiana, anzi di vita “comunale” come amavi ripetendo nelle interviste “la più grande band di rock comunale”. Storie piene di piccoli fatti quotidiani, visti allo specchio dei tuoi ironici e attenti occhi surreali, come surreale era il nome che avevi trovato per la tua Band, Umiliati & Offesi, preso dalla grande letteratura russa e rigirato come un calzino, sbattuto lì, irriverentemente e portato come bandiera di un altro modo di vedere le cose. Mentre scrivo mi si affollano dinnanzi agli occhi, le immagini dei tuoi show, quei concerti pieni di botta e risposta con il pubblico, che ogni voltalo aspettavo con piacere, per vedere le cose nuove che aggiungevi ogni volta, vedo tè, Cristina, Matteo ed il chitarrista di turno che seduti su quattro sedie che fate finta di viaggiare e vi fermano i carabinieri, o i duetti con Cristina che ti fa di spalla, “….questa canzone come la volete, in stile Nirvana o Ska?” e poi la suonavi come volevi, saltando sopra i tavoli a petto nudo, col tuo cavo di microfono, lungo non so quanto, di sicuro almeno venti metri con attaccato il “tuo” microfono, che andavi sbattendo a destra e a manca (i microfoni una spesa costante nel tuo bilancio, quanti ne avrai scassati), spargendo intanto da per tutto, il tuo pattume di scena, fatto di ogni ben di dio raccattato qui e li, volanti d’auto, magliette di calcio di improbabili squadre (sono un giocatore di terza divisione), sento in testa le parole di “Criticone” e di tutte le tue canzoni. Come era bello, quando dicevi che ora ti stavi impegnando per diventare “davvero” famoso” e mandasti a mezza Italia la bellissima email “LETTERA X CHI CI VUOLE AIUTARE A FARCI DIVENTARE FINALMENTE FAMOSI”, di sicuro meritavi palchi teatrali importanti, scene e pubblici più nutriti solo che la tua testa pazza ti portava a fare un tuo percorso (come quando hai rifiutato lo Zelig”, hehehehehe birbante).

Il tuo ultimo sms, che non cancellerò mai dal mio cellulare, a capodanno, per darmi gli auguri, dal letto del tuo breve calvario, dove mi dicevi che avresti fatto al Blue il primo concerto del 2004, mi aveva riempito di gioia e letto, come auspicio di prosperità ed ad ogni concerto che presentavo, chiedevo al pubblico di rivolgere un pensiero felice a te, che lottavi.

Ieri te ne sei andato in silenzio e spero che dove sei adesso, non mi prenderai per il culo, per questo scritto e perché penso che da oggi sono più solo e non riuscirò più ad avere un bellissimo amico come tè.

Ciao Alfredo, amico mio.

Ruggero

Umiliati & Offesi al Blue 28 Marzo 2003

Leader di Umiliati & Offesi
Addio a Murtula, scanzonato del punk cabaret (dall' Unione Sarda. it del 28/01/2004

È morto ieri mattina, in una clinica di Milano, Alfredo Murtula, giornalista e musicista sassarese, noto come leader del gruppo Umiliati & Offesi. Aveva 42 anni. Un paio di mesi fa aveva scoperto di avere una gravissima malattia: si era sottoposto a un intervento chirurgico, ma nei giorni scorsi le sue condizioni si erano aggravate. Lascia la moglie Marcella, sposata quattro anni fa.
Mescolando il punk più scanzonato e il cabaret più carognesco, Alfredo Murtula ha cantato la riscossa degli sfigati: i figli di quarant’anni, quelli che «non ti laurei mai», che impiegano mesi a corteggiare una ragazza per poi vedersela soffiare di colpo dal biondino di turno, i calciatori di seconda divisione (in netto anticipo sui mediani di Ligabue). Gli Umiliati & Offesi, insomma, cui aveva intitolato la sua band, che in dieci anni di punk cabaret ha cambiato spesso orchestrali ma mai leader: cioè lui, cantante, suonatore d’armonica, autore di canzoni. E fustigatore di costumi: quelli dei giovani sassaresi, in primo luogo. Li studiava da vicino: amava fare vita sociale ed era un assiduo frequentatore di locali pubblici, tanto da guadagnarsi un’aura leggendaria di ubiquità.
Nella conversazione amava le battute cattive, urticanti. Le scoccava con un’arte tutta sua, scostante, l’aria disincantata e annoiata di chi ritiene l’ottimismo una mercanzia a buon mercato: ne ridevi, ma ti restava il gusto amaro della verità messa a nudo.
Da compositore, gli piacevano i ritmi veloci e i finali improvvisi e spiazzanti. Come quello che gli è toccato in sorte. Sul palco, calcato centinaia di volte sia in Sardegna che nella Penisola, era uno showman di razza. I tempi comici erano perfetti, le parodie fulminanti. Perfide, ma sempre accettate: perché il primo bersaglio di Alfredo era se stesso. Durante il concerto si sfilava la maglietta e il gesto plateale da rockstar diventava irresistibile autoironia.
Da suonatore di armonica rivelava la sua cifra artistica più autentica: quella del bluesman per cui le scale non sono successioni di note ma pianto e urlo e passione dell’anima. Aveva frequentato il conservatorio (contrabbasso) ma se l’era scrollato di dosso con un’alzata di spalle. Come la laurea in Legge.
Da giornalista, aveva raccontato soprattutto il mondo degli spettacoli underground, del rock da cantina, dei gruppetti teatrali e musicali che non rientrano nei circuiti ufficiali e difficilmente otterranno contributi da qualche amministrazione pubblica. Un lavoro svolto con umiltà, serietà professionale ma anche con quel gusto tutto suo per il grottesco delle cose umane.
Della gravità della malattia aveva parlato solo a familiari e amici intimi.

Marco Noce

Dal Blog di Angelo Santoro
sul sito di Studio Aperto

 

Alfredo, la musica e il fiocco di neve...

Che musica vorresti al tuo funerale?

Strano per due amici che amavano così tanto lo humor nero. Questa domanda non ce la siamo fatta mai, io e Alfredo.

Alfredo è morto. Lo so, detto così sembra brutale. Ma lui avrebbe detestato i giri di parole: è scomparso, non è più tra noi, è venuto a mancare...

E' morto a Milano in questo gelido fine gennaio. Almeno c'era la neve. Lui - abituato com'era al clima mite della Sardegna - avrà sorriso di questo inaspettato saluto coi fiocchi.

Amava la musica forse più di ogni altra cosa, Alfredo Murtula. Scriveva di musica per i giornali, dalla Nuova Sardegna agli inserti di Repubblica. Suonava punk rock demenziale con la sua improbabile e gustosissima band, gli Umiliati & Offesi. "Siamo i massimi esponenti del Sound Comunale", ghignava tra una sagra paesana e una festival per eterni emergenti.

A guardarlo così, curvo sulle spalle, gli occhialetti tondi da scrivano sul naso, il corpo fragile nei vestiti sempre troppo larghi, incredibilmente sgualciti anche quand'erano appena usciti dal negozio, la barba ispida tra due orecchie troppo grandi, sembrava un personaggio dei fumetti. E un po' lo era. Mi divertivo a disegnarlo nelle mie vignette, e lui fingeva di offendersi.

Con Alfredo ho condiviso un decennio di equilibrismo giornalistico. Nel senso che il nostro magro compenso era sempre appeso ad un filo. Ottanta lire lorde a riga, ottanta! Lorde! A riga! Migliaia di tasti da battere e ribattere per arrivare a fine mese, decine di articoli da scrivere per tirare a campare. Dieci anni così, a buon mercato. Precario io precario lui, insieme eravamo l'antimateria del Buon-Partito-Da-Sposare. Due sfigati a cui dei succosi frutti di questo nobile mestiere toccavano solo mucchi di foglie secche e quintali di altrui castagne sul fuoco da togliere.

Il giorno in cui mio padre è morto dello stesso male che poi avrebbe ucciso pure lui, Alfredo non si è stupito di vedermi entrare in redazione. Senza scomporsi mi ha chiesto: "Lavori?" Ed io: "Sì". "Andrai al funerale?" Ed io: "No". Non mi ha mai chiesto perché no? E io non gli ho mai detto che non sarei riuscito a sopportare la vista della tomba di mio padre. Mentre gli sguardi degli altri colleghi mi offrivano disprezzo, lui ha alzato il volume di Wish you were here dei Pink Floyd e mi ha sorriso.

Poi ci siamo persi di vista, come accade quando il lavoro ti porta lontano.

So che alla fine era riuscito a farsi assumere. So che alla fine era riuscito a farsi amare e sposare, ma questo non era poi così difficile. So che alla fine è morto a 42 anni, lontano dai suoi dischi e dall'armonica a bocca, durante una nevicata di fine gennaio. E questo sì che è un rospo davvero duro da ingoiare.

Mi resta un cruccio. Un dubbio che mi porterò appresso per tutto il tempo che mi resta da vivere.
Prima che il suo cuore smettesse di battere, quale brano stava canticchiando Alfredo nella sua testa? Perché sono sicuro che ha pensato ad una canzone, prima di morire. Sì, ne sono certo.

 

Che musica vorresti al tuo funerale, Alfredo?
Angelo Santoro

posted by bluedahlia | 12:07 | commenti (10)


lunedì, gennaio 26, 2004
 

Venerdì 23, mezzanotte in punto, silenzio, suonano gli Elle un viaggio oltre.

Un ora e qualcosa di concerto, quattro bis, una festa collettiva. Veramente impressionati dal vivo, Nicola e la sua accolita di marziani psichedelici sbarcati al Blue Dahlia. Gli ELLE erano già passati dal Blue agli esordi della loro carriera, quattro o cinque anni fa, freschi vincitori di Arezzo Wave, un tour che raccolse molti consensi. In questi quattro anni sono maturati esponenzialmente, arrivando ora ad una maturità stilistico creativa impressionante. Le canzoni di “People are dancing in the A.M., un’incredibile commistione di pop,pischedelia elettro acustica elettronica soul, sono visioni immaginarie di un futuro pieno di riflessioni vintage con echi futuristi, le voci e gli strumenti , i cori dei nostri Venusiani , si rincorrono, duettando e poi prendono strade oppostamente convergenti, il tutto coperto da una dolce coltre di visioni, tenerezze, iperbole infinite che portano a sognare di globi, mondi sfere. Qualcosa di più di un gruppo indi .Le tante recensioni riportate sotto , che elogiavano gli Elle, non riescono minimamente a farti capire la grandezza live dei nostri. Le canzoni le conoscevo a memoria, per aver spesso passato, negli ultimi tempi, il cd al locale, ma dal vivo diventano veramente un viaggio nella fantasia, una creatività senza fine che vola alto. Fossimo in un altro paese Europeo o in America, i ragazzi sarebbero nelle classifiche alte dei dischi più venduti, ma siamo in Italia e nonostante le positivissime critiche, il mercato è quello che è, il livello è quello che è, le major discografiche sono quelle che sono.

Auguri ragazzi.

Elle in Blue Dahlia





posted by bluedahlia | 20:53 | commenti


giovedì, gennaio 22, 2004
 

Problemi di Pc

Non sono un credente, ma da quando uso il computer ho capito che qualche cosa ci deve essere. Si, mi si è fatta strada nella mente, un'idea malsana: che ci sia il Dio dei Computer? Lo penso quando Outlook si cambia da solo le impostazioni e mi blocca per due giorni l'invio della posta, lo penso quando hai fretta da morire, poco tempo per scrivere e quel bastardo di explore và in tilt e quando invece cazzeggi aprendo 1000 pagine e contemporaneamente lavori con tre programmi aperti e lui cammina spedito come un treno, lo pensi quando ti devi stampare quella cosa che ti serve urgente e lui, il tuo telematico alterego stronzo e bastardo se ne esce con un messaggino di errore, che non sò quale str o robbina così non risponde. Lo penso quando apri il server di accesso remoto e non funziona, allora ne apri un'altro e non funziona e finisce che funziona solo Libero, che è lentissimo. Lo penso come in questo momento, che è due giorni che lavoro per far funzionare il mostro e finalmente riesco di nuovo a postare e a lavorarci e lui, lo stronzo, mi scarica allegramente a 12, quando in vita mia con la mia connessione isdn non l'ho mai visto superare 7.50.

Il Dio dei computer esiste e se ne fotte di noi.

posted by bluedahlia | 20:04 | commenti (3)


sabato, gennaio 17, 2004
 

Prime foto da Marte

posted by bluedahlia | 13:56 | commenti (7)


venerdì, gennaio 16, 2004
 

Una questione di Rum

L'altra sera, un cliente, un noto professionista della zona, mi ha chiesto un Run, porgendogli la nutrita lista, una ottantina circa, cercavo di presentargli e descrivere le propietà organolettiche dei vari distillitati, chiedondogli di scegliere lui cosa che più gradisse, accennando un "se vuoi ti consiglio". La sua risposta fu di dargli il migliore "dammi u meghju", il meglio e quale era il meglio, in base a cosa era il meglio, forse il prezzo? ah saperlo. Azzardai un "dai ti aiuto io, i Rum si dividono in due grandi scuole", a questo lui sbotto, con fare risoluto e guardandomi infastidito: "ma non hai nu cazzu d'Havana setti?"......., "si", risposi, anche io risoluto," di solito lo usiamo per lavare i piatti", seguito da un "liscio o con ghiaccio", "con ghiaccio". Servito come da istruzioni.

La stessa sera un ragazzo di buone speranze, sui 22 anni, educato mi ha chiesto un Rum e vedendo la gran varità dietro al banco, mi ha chiesto quale fosse per mè il migliore. Con calma e determinazione incomincia a spiegargli che per me non c'era il migliore ma quello che più mi piaceva. Piano piano volle che gli spiegassi un pò di cose sui Rum, mettendosi poi daccordo, dopa un'attenta analisi qualità prezzo, sul mescergli un Gosling,s Black Seal, Rum delle Barbados, nero e forte e dal sapore deciso, roba da bucanieri col buco nella pancia. Nel servilo, mi premurai di affiancargli alcune scagliette di cioccolato fondente della Guadalupe e alcune scorzette di limone. Il ragazzo soddisfatto, prima di tornare a ciaccolare con la sua ragazza, mi ringraziò con un'ampio sorriso.

Morale: vatti a fidà delle apparenze.

posted by bluedahlia | 11:02 | commenti (1)
 

Prossimi appuntamenti al

BLUE DAHLIA

Sabato17 Gen THE WALKING TREES Rock'n'Blues

Venerdì 23 Gen dal Veneto ELLE Pop Rock Lo-fi

Venerdì 30 Gen da Palermo AKKURA + TONY LANDOLINA Di tutto e di più

Sabato 31 Gen da Palermo AKKURA + TONY LANDOLINA Di tutto e di più

Venerdì 6 Feb dalla Lombardia PULP-ITO Alternative Post Rock

Mercoledì 11 Feb da Bologna FORTY WINKS + MY DEAF AUDIO (from UK) PopEmoPunk

Sabato 17 Gennaio

THE WALKING TREES

Il gruppo nasce nel 1993 dall'incontro tra Enzo Tropepe (chitarra), Teresa Auddino (voce), Giancarlo Alessi (batteria) e Peppe Rigoli (senza tastiere) . Dopo poco si aggiunge Franco Pezzano, un bassista di “peso”(circa 130 kg) .
Il repertorio del gruppo spazia dal blues più tradizionale (Muddy Waters, Jimmy Reed, Buddy Guy, B.B.King), passando per il rhythm'n'blues di Otis Redding, Wilson Pickett, Creedence, sfiorando il groove di Steve Ray Vaughan per sfociare nel rock blues di Eric Clapton, Popa Chubby, Black Crowes e tanti altri.
Tutta al storia del Roc'nBlues in un concerto che lascia senza fiato

Visita www.walkingtrees.it

Venerdì 23 Gennaio

dal Veneto

ELLE

ci sono canzoni che si ascoltano e restano in testa. RUMORE FEBBRAIOI 2003 Gianluca Runza
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Eccellente ritorno degli elle . "people are dancing…" è semplicemente uno dei migliori dischi italiani degli ultimi anni:.Un capolavoro capace di conquistare chiunque ROCKERILLA Febbraio 2003
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Un sogno lungo tre quarti d'ora.Così suona nella mia mente "people are dancing in the a.m".
Un disco eccezionale , un opera dal respiro universale a dall'inafferrabile essenza, destnato a segnare la storia della moderna musica indie italiana. ROCKERILLA Marzo 2003-intervista
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Reiterati e agilissimi voli di tastiere elettroniche in un paesaggio immaginario sospeso tra il cielo dell'elettronica pop contemporanea ed il mare del romanticismo psichedelico della memoria antica…
Un disco che, come minimo , proietta gli elle allo status di "next big thing" della nuova musica pop italiana !MUSICA di REPUBBLICA 6/03/03 / AVVENIMENTI Emiliano Coraretti
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"People are dancing in the a;m; riesce a coniugare atmosfere del passato e sonorità dell'elettronica moderna che , unite , infondono al lavoro un respiro internazionale.Una delle band più interessanti degli ultimi tempi…Dategli un ascolto e sarete conquistati dalle loro soffici melodie! ROCKSOUND Marzo 2003 "The Rock" inclusa nel sampler di rocksound
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“People are dancing in the a.m.”, è opera che non teme paragoni sia con le produzioni passate dello stesso ensemble, che con dischi del panorama indie internazionale.....si respira un’aria dannatamente beatlesiana nella costruzione delle melodie, un salubre, trasognato sapore, che risulta essere l’arma vincente di questo ottimo lavoro. ROCKIT.IT Fausto Murizzi
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People are dancing in the A.M., degli Elle, ci trasporta "la' dove nessun gruppo italiano e' mai giunto prima". La psichedelia della prima formazione,si e' fatta piu' rarefatta e ipnotica, e ci trascina in una dimensione onirica, un luogo di pareti traslucide, ombre cinesi e radiazioni cosmiche, in quel perfetto equilibrio tra noise, indie pop, lounge ed elettronica, che fa di questo gruppo uno dei piu' interessanti della scena indie europea. . UNICATV.IT
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Un album vivamente consigliato a chi ha ancora la forza di saper sognare e di commuoversi per una semplice melodia pop in un cielo autunnale che s’incendia di colori al tramonto. A mio avviso uno dei dischi italiani più riusciti di quest’anno. Da ascoltare assolutamente. www.kathodic.it Michele Ballerini
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Bio Foto ecc. http://www.urtovox.it

Venerdì 30 & Sabato 31 Gennaio

da Palermo

AKKURA + TONY LANDOLINA TRIO

 

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Due serate di follia

……luci e feste sul ponte della nave; e all’orizzonte il comandante dirige la contraddanza….. le donne si cimentano in passi di rumbe maliarde! Persino quando diventano fitti i granelli di pioggia lo schiamazzo della ciurma si unisce al ritmo della banda che continua a suonare tra pentole, cucchiai e corde arrugginite di agguerriti contrabbassi. “A-GO-GOOOO!! A-GO-GOOOO!!” E’ il ballo di crociera che comincia col sole e finisce, nel mare, con la piccola orchestra che duetta con le onde pronte ad ospitare nuove feste, banchetti e contraddanze….questa è la musica da crociera. Bon voyage

Akkura BIO
Nati sulle ceneri di altre band all'inizio del '97, gli Akkura sono un'idea di quattro musicisti palermitani. Il gruppo ha realizzato un progetto che si divide tra scelte musicali tipiche dei cantautori e le atmosfere spassionate e stradaiole dei gruppi acustici. Nelle sonorità hanno giocato un ruolo fondamentale le parole in musica di Paolo Conte, i concerti surreali di Vinicio Capossela, i ritmi incalzanti della Bandabardò, senza dimenticare le sperimentazioni umoristiche e melodiche di Tom Waits. Ed è anche per questo che gli Akkura presentano una strumentazione quasi tradizionale, rivisitandone la commistione di suoni. Al contrabbasso c'è Sergio Serradifalco; alla batteria e ai tamburi strani Fabio Finocchio; alle percussioni, cianciane e rumori Salvo Compagno; alla chitarra semiacustica, tremolo e voce Riccardo Serradifalco.
.Gli Akkura suonano dal vivo portando in giro parole e note di una musica che potrebbe appartenere ad una terza via, alternativa al rock ed alla musica dei cantautori, e che tenta di arrivare in maniera semplice e tuttavia inconsueta all'orecchio di chi ascolta. Il termine Akkura si riferisce all" espressione tipicamente palermitana "accura" che significa "fai attenzione".La scelta deriva dalla voglia di usare un nome che fosse facile da ricordare, poiché usato costantemente nelle conversazioni cittadine e che, invece, oggi rappresenta un legame con il nostro posto d'origine

Una bella intervista su Succo Acido

Il sito www.akkura.it

Tomy Landolina Bio

Tony Landolina (nome d'arte di Tony Landolina) debutta sulla scena musicale a soli sei anni, in occasione del "primo festival internazionale del rione Oreto", con un'interpretazione de "La sveglia birichina" che rimarrà memorabile. Alla fine della seconda strofa, infatti, il nostro eroe al grido di -mammapipì-, si cala i pantaloni lasciando estasiata la platea. Poi, all'improvviso, compare un ometto col cappellino blu e il vestitino blu e dice: -Signor Lanolina lei ha esagerato. Il piccolo Tonino sconta una pena di dodici anni per atti osceni in luogo pubblico e, in galera, conosce Claudio, Simone, Benedetto e Dino con i quali fonda "La bottega di Ernesto" (o era Mefisto?). La band tiene alta la bandiera del rock progressivo dal '90 al '95 annoverando fra le sue fila anche Salvo Giorgio (che è una persona sola), Marcello Bruno (che è un polipo travestito da pianista), e Maurizio Carollo (che è un capellone travestito da polipo). Quest'ultimo, una triste sera di dicembre, al termine di una prova allegra, spensierata e moderatamente alcolica lancia la bomba: -Io me ne vado. Il primo a riprendersi dallo shock è proprio Tony che dice: -Se te ne vai, Simone viene con te! -Che cacchio c'entro io? -dice Simone - ti ricordo qualcuno che ti picchiava da piccolo? Segue una colluttazione che decreta lo scioglimento della bottega. Sciogliere un gruppo è come sciogliere un fidanzamento ed ognuno reagisce come può, Claudio e Dino, per esempio, partono per l'Irlanda dove collaborano alla realizzazione del calendario di
Panoramax, posando nudi per il mese di maggio. Tony giura che non farà mai più parte di un gruppo e, per superare la delusione, comincia a bere. Beve per dimenticare, infatti dimentica il giuramento e tra il '95 e il '97 suona e canta con la Blueschetta, i Paint Box, i Blob, le Caccole e i Dr. Pepper. Scrive le musiche per uno spettacolo teatrale ("Frammenti interiori" di Nuccio Scialdone), Partecipa alla Sinfonia per cento chitarre di R. Chatam, comincia a fare il pianista di piano bar e il barista di piano bar. Nel '98 registra i demo tape "Insonnia" e "Il corvo e altre storie". In questo stesso anno entra a far parte dei Backwood, una band dura, molto dura, con la quale registra due cd: "To ash over rock" e "Live in studio". L'idillio dura circa due anni fino a quando, all'ennesima erezione multideflagrante di Frangus Young, Tony dice: -Io me ne vado. Vivi dice: -Se te ne vai, Beppewood viene con te! Maurizio dice: -Che cacchio c'entra Danilo? e siamo così giunti ai giorni nostri: Tony flirta con i Pastense, soddisfa le sue voglie onanistiche incidendo l'album "Tutto quanto ha più colore", componendo le musiche del film "Nel cuore delle alghe e dei coralli, i cento passi di Peppino Impastato" (di Antonio Bellia, Giovanni Giommi e Giacomo Iuculano) ed esibendosi in numerosi Tonylandolive.
La strada è sempre quella ma il silenzio una domanda sembra ai dodici portar:-Ma con tutto lo yogurt che c'è c'era proprio bisogno di glioplè?
Frasi celebri:
Alla mia età Gimmorrison era morto.
Sono gargio e mi piace.





















posted by bluedahlia | 00:01 | commenti


domenica, gennaio 11, 2004
 

………….Si danno però appuntamento in un locale, il "Blue Dahlia". Dice lei: "Ti aspetterò ogni Natale... al Blue Dahlia". E Tom: "E' un'idiozia romantica, Iris! Non ci vedremo mai più!". Lei lo guarda accorata: "Può darsi! Ma quando potrai, a Natale prenota un tavolo per due... io ci sarò!".

Tratto da:Tom's Bar
Di Berardi & Milazzo
Hard-boiled school



posted by bluedahlia | 18:24 | commenti


sabato, gennaio 10, 2004
 

Piccola recensione sfogo di Enzo "Bosso" Niutta
sul concerto di Thomas Belhom -2 Gen 2004

Enzo è un grande amico, un grande artista, ed un grande conoscitore di musica, spesso mi porta cd che sono delle vere e propie rivelazioni. Quando gli parlai del concerto di Thomas Belhom subito mi chiese del cd dei Calexio che mi aveva regalato, uno dei pochi quindi che sapeva cosa avremmo ascoltato il 2 di Gennaio. Alla fine del concerto mi ha ringraziato, come al solito quando i concerti gli piacciono davvero, per la perla rara di musica che aveva potuto ascoltare.

Il Bosso in questi giorni ha dato stesura definitiva alla mostra che ospitammo l'anno scorso in anteprima: I Fantasmi del Mare, documentazione artistico scultorea filmico fotografica sul dramma delle carrette del mare, esposta in questo periodo al piccolo Teatro Umano di Roccella.


Clandestiono olio su tela e fototessera







posted by bluedahlia | 20:00 | commenti (3)


lunedì, gennaio 05, 2004
 

Perché un Blue Dahlia Blog

La voglia di comunicare, la voglia di tenere una specie di diario di quello che succede al Blue Dahlia, ci ha portato ad aprire questo Blog. Ci piacerebbe riuscire a descrivere le atmosfere, le sensazioni, che si possono creare di qua e di là di un bancone di lavoro, tra alcol e mangiare, musica e chiacchiere, ci piacerebbe poter descrivere i mille accenti che ci lasciano dentro i tanti artisti che passano nel nostro locale, ci piacerebbe poter sviscerare gli eventi artistici e non, in forma di parola così da poter essere confrontata con altre, con post e ripost. Ci piacerebbe che questo, pian piano, diventasse un luogo di conversazione ed approfondimento per chi frequenta il nostro locale, un luogo di informazione per chi è lontano e non ci viene, per chi ci ama, per chi non ci può sopportare, per chi ci capisce e per quelli che proprio non ci capiscono.

Per quelli che non conoscono il Blue Dahlia Gallery Art Cafè cercheremo di descriverlo in poche parole: piccolo e storico locale di Marina di Gioiosa Jonica, in provincia di Reggio Calabria, Costa dei Gelsomini, in attività, in varie evoluzioni dal 1981, è un Ristorante dove si fà cucina Mediterranea, è un'American Bar con una lista infinita di Cocktails e liquori (in particolare un'ottantina di Rum, qualcosa in più di Wiskey, una ventina tra tequile e mescal ecc. ecc.), è una paninoteca, una Creperie, un Wine bar, internet point, ludoteca, è una Galleria d'arte dove spesso gli artisti della nostra zona espongono, pittura, scultura. fotografia ed infine è il posto dove passa un mare di band emergenti italiane e straniere (oltre ad essere un bun banco di prova per le band locali), senza caratterizzazione di genere (passa di tutto dall'etnico all'elettronica sperimentale), ma all'insegna della ricerca della musica dei nostri tempi, senza paraocchi.

Che lo sforzo sia con noi.

Blue Dahlia Staff

Il Blue Dahlia come lo vede Nonmollare

posted by bluedahlia | 21:03 | commenti (3)