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lunedì, febbraio 21, 2005 Sabato 26 Febbraio Dalla Lombardia passando per Pistoia Blues JOE GALULLO and The Blues Messenger "The Blues is Back" È nato a Milano nel 1950. Da una vecchia chitarra impolverata trovata nel solaio di casa nasceva la passione che diventerà motivo conduttore di tutta la sua vita A tredici anni suonava Guitar Boogie di Arthur Smith e nel 1964, è entrato nel suo primo gruppo, i Moods, che suonavano brani di Little Richard, Ray Charles e The Yardbirds. I Moods si sono esibiti nei locali più famosi in Lombardia come il Tricheco (MI) e Le Rotonde Di Garlasco (PV), dividendo il palco con i Bisonti, i Gleeman ed i New Dada, che rappresentavano il movimento beat del momento. Joe si è avvicinato anche al jazz, inseguendo l'altra grande passione musicale, Django Reinhardt. Dopo l’esperienza con i Moods, Joe ha costituito gli Atomic Head, un gruppo rock-blues dal suono grintoso che interpretava brani dei Cream, di Jimi Hendrix e brani scritti dallo stesso Joe. Gli Atomic Head, subito dopo il sessantotto, hanno suonato nei festival alternativi promossi da Re Nudo, Stampa Alternativa ed altri. Dal 1971 fino al 1980, Joe ha girato l’Europa, fermandosi a lungo ad Amsterdam ed a Londra, dove suonava nelle strade e nei metrò. Si è poi trasferito a Bologna dove, seguendo percorsi separati, lui ed Andy J. Forest hanno rappresentato per circa un decennio il movimento blues locale. Nel Sul finire degli anni ottanta ha aperto una parentesi rockabilly, fondando i Jack Daniels' Lovers, che abbandonava presto per dedicarsi assieme a The Blues Messengers alla realizzazione del secondo disco, 'Blues Without Fronteers' (1990 - Green Line). Nel 1998 è uscito il cd 'Melody In The Blues', per l'etichetta BlueMelody da lui stesso fondata, dove il blues si incontra con la musica classica rappresentata dalla moglie Paulina Golas al violino.. Infine nella primavera di quest'anno esce 'The Blues Is Back', ancora per BlueMelody, pieno di blues ma anche di tutte le altre influenze musicali di Joe e che rappresenta, dopo anni non proprio facili, un vero ritorno. Joe riappare quindi nell’estate 2004 sul palco del Pistoia Blues festival, a distanza di vent’anni dalla prima esibizione, e torna a calcare i palchi dei più importanti festival e club italiani. Marchio di fabbrica del cd sono, inevitabilmente, l'inconfondibile chitarra e la voce, assolutamente 'nera', di Joe Galullo ma anche il sound dell’affiatatissimo trio che lo affianca, interamente marchigiano e composto da Marco Bellardinelli al basso, Alessio Raffaelli al piano e Piero Trotta alla batteria. DISCOGRAFIA 1986 - Joe Galullo and The Blues Messengers. ‘It’s My Life’ - Coast To Coast - Imola 1990 - Joe Galullo and The Blues Messengers . 'Blues Without Fronteers' - Green Line – U.S.A 1998 - Joe Galullo -'Melody In The Blues' - BlueMelody - 2003 - AA.VV. ‘Maxwell Street’ - Blooze People – Imola 2003 – AA.VV. Sounds Good! – Crotalo Records 2004 – Joe Galullo & The Blues Messengers – The Blues Is Back! - BlueMelody
“Joe Galullo ha 54 anni e una gran passione per il blues elettrico. Iniziò nel ’64 con i Moods facendo cover di Little Richard, Ray Charles e Yardbirds ma nascondendo dentro di se il culto di Django Reinhardt. Poi formò gli Atomic Haed, spostandosi verso Cream e Hendrix. Durante gli anni ’70 girò per tutta l’Europa suonando dovunque: strade, metropolitane, festival. Nell’81 fu la volta dei Blues Messengers e poi, dopo una parentesi rockabilly i Jack Daniels Lovers, l’approdo alla carriera solista. La sua musica è un bel blues rock elettrico, tirato e instancabile, e a parte la cover di Hard Time di Ray Charles, tutto frutto di scrittura personale. Lui ha una voce nerissima, sporca e lurida di alcol e stravizi, e un manico di quelli che non dimenticano: agilissimo tanto nei piccoli dettagli come negli assolo, mai pedante né eccessivo. A fine cd c’è anche una deliziosa gost track che immaginiamo dedicata al suo amore Django: chitarra jazzy, ritmo, passione. Nessun’altra pretesa se non quella di tenere ritmo per tre quarti d’ora: fossero tutti così, i dischi ‘classici’”.-Stefano I. Bianchi Blow Up – luglio/agosto 2004-. “The Blues Is Back! segna (…) il ritorno al Blues di un grande musicista. Il valore complessivo del disco è davvero eccellente per contenuti e qualità. I Blues Messengers viaggiano come un treno ed i suoni appaiono ottimamente calibrati. In un momento così poco brillante per il blues americano, The Blues Is Back si colloca su livelli di valore assoluto, tanto da renderne auspicabile la distribuzione oltre oceano .” -Michele Lotta (Kblf review) “Passione e mestiere al tempo stesso in questo disco di torridorock-blues, a tratti però attraversato da un intelligente apertura mentale verso sfumature soul e roots. L'esperienza certamente paga, visto che Joe Galullo non è un personaggio di primo pelo, bensì un musicista cinquantenne che ha attraversato le mille stagioni del rock italiano, portando avanti un serio discorso di amore verso le dodici battute. Milanense di nascita, nomade per vocazione, ha conosciuto l'era del beat italiano, si è fatto le ossa girando mezza Europa, spostandosi lentamente dalle spinte rock degli esordi verso il linguaggo del blues.(…) Non solo virtuosismo comunque nelle corde di Galullo, che si è scelto un trio di spalla poco invadente e versatile. E' proprio quando abbandona i territori classici del rock-blues, che The Blues is Back! fa centro: basilare in tal senso il piano di Alessio Raffaelli, che contribuisce alle sfumature boogie di Down the Road e dell'ottima Whisky and Women, alla vivace Down in New Orleans, per chiudere con le note da barrelhouse di Kukurukuku, forse l'episodio più coraggioso della raccolta.”- Fabio Cerbone www.rootshighway.it “Blues is back" è perfetto specchio delle anime di Joe quella del bluesman sciamanico e quella del rocker da strada; senza dubbio il migliore dei dischi di Galullo, che con una promozione adeguata potrebbe essere viatico per palcoscenici importanti. PS: Catartica la ghost track dedicata a Django.” Gianandrea Pasquinelli (Bluestime)
sabato, febbraio 19, 2005 Noi col cuore ci saremo LIBERIAMO LA PACE “La maggior parte degli iracheni erano contenti della fine del regime di Saddam, ma non di come era finito. E quello che è seguito è stato anche peggio. Nessuno, soprattutto chi aveva subito le peggiori torture o ha visto sparire i propri familiari ad uno ad uno, poteva pensare di arrivare a considerare il dopo-Saddam peggio dei tempi della dittatura. Ai tempi di Saddam almeno c’era la sicurezza e il lavoro, ora non c’è più sicurezza e nemmeno lavoro. Ma non c’era la libertà, obietta qualcuno. Quale libertà? Il paese continua ad essere ostaggio di rastrellamenti, soprusi, punizioni collettive” GIULIANA SGRENA Hanno fatto un Inferno Lo chiamano Pace LIBERIAMOLA martedì, febbraio 15, 2005 Venerdì 18 Febbraio da Cosenza MISS FRAULEIN Nuove emergenze calabresi I cinque componenti del gruppo provengono da realtà diverse del panorama musicale del Sud Italia: Aldo D'Orrico e Francesco De Napoli costituivano, appunto, il nucleo restante dei disciolti Diastasia, gruppo Thrash Metal molto apprezzato dagli amanti del genere in tutt' Italia alla fine degli anni '90 con all'attivo diversi demotape e un CD; Anthony William Calabrese inizia a suonare con loro "abbandonando volentieri la chitarra, strumento suonato per oltre 14 anni" dopo una "lunga pausa di riflessione" nella quale ha registrato 2 CD autoprodotti con lo pseudonimo Tokyosan; Alessandro Mazzotta si unisce al neonato gruppo anch'egli dopo un periodo di pausa in seguito al distaccamento da un altro gruppo, Ustika, col quale aveva partecipato tra l'altro alle selezioni finali del concorso musicale per scuole Logos nel '98; Giulio Ancora, proveniente da diverse formazioni musicali della scena musicale di Taranto, tra le quali Duff, entra a far parte del gruppo dopo aver assistito a qualche prova. Dopo due mesi ancora come Diastasia, la band decide di cambiare nome, ormai troppo legato al passato, nascono così nel dicembre 2001 i Miss Fräulein. Accomunati dalla passione per band come Kyuss, Queens Of The Stone Age e Tool, i componenti del gruppo ascoltano e apprezzano musica diversa che spazia dal Rock anni '60 e '70 al Punk, dalla New Wave al Dark, dal Grunge al Post-Rock, dall'Elettronica al Death Metal. Queste diverse attitudini e provenienze musicali donano alla musica dei Miss Fräulein un alone di non definibile inizialmente contrassegnato da una forte impronta Stoner Rock, trasformata in una fusione di stili e tecniche musicali diverse, un'eterogeneità non dissociante che è forse la caratteristica positiva principale della loro musica.
Chitarre dalla distorsione a tratti sporca ma dinamicamente precise, il basso dal suono alieno e tagliente che sposa un drumming martellante ma mai fastidioso o annoiante, una voce che sembra rubata da dischi incisi in un'altra epoca, testi intimistici e profondi che a volte sanno sfiorare l'ironico. Nell'ottobre 2002 i Miss Fräulein realizzano il loro primo demo, omonimo, contenente tre brani in studio e due live. La loro attività live inoltre sta diventando sempre più frequente, ma sicuramente l'esperienza più significativa è derivata dall'essere stati scelti come gruppo spalla da Danko Jones, trio canadese per il quale hanno aperto i concerti nelle 4 date italiane del tour europeo all'inizio di novembre del 2002, un'esperienza "indimenticabile non solo dal punto di vista musicale ma soprattutto da quello umano" ha dichiarato di comune accordo il gruppo. Nell'estate 2003 il gruppo ritorna in studio e in ottobre esce il cd Aprofessionaldinnerout contenente otto pezzi. Ad esso seguiranno diversi concerti e la partecipazione a qualche concorso musicale tra i quali Universound del 2003 nel quale il quintetto si è classificato al primo posto ed ha inoltre vinto il Premio Originalità e la finale regionale del concorso Arezzo Wave 2003. Nel febbraio 2004 la band autoproduce il video di "A true story", brano estratto da "aprofessionaldinnerout" e nell'aprile dello stesso anno la line up cambia e al basso succede Silvio Perri, già attivo nel panorama musicale cosentino con il gruppo Sien. Per Marzo 2005 le signorine ritorneranno in studio con Fabio Magistrali... I Miss Fräulein sono: Giulio Ancora - Voce Francesco De Napoli - Batteria Aldo D'Orrico - Chitarra, Armonica Alex Mazzotta - Chitarra Silvio Perri - Basso
martedì, febbraio 08, 2005
venerdì, febbraio 04, 2005 Sabato 5 Febbraio da Napoli ![]() Un mix tra dub e musica elettronica, con contaminazioni reggae, il tutto completato dal basso di JRM (bassista dei 99Posse) e dalla la voce di Valerio Jovine (= fratello di JRM). Un ritorno al live dopo anni di esperienza da apripista di gruppi come Asian Dub Foundation, Simple Minds e 99 Posse
giovedì, febbraio 03, 2005 E' passato un anno Il 27 Gennaio del 2004, Alfredo Murtula, se ne andava, vinto dal male che lo aveva attaccato. A distanza di un’anno il dolore non si è ancora sopito e mi mancano le tue telefonate, i tuoi pirotecnici concerti. Online ho trovato un filmato degli Umiliati & Offesi, per chi volesse vederlo: http://www.zentenoa.com/video.asp?IDVideo=25 ![]() Inoltre per chi volesse ascoltare alcuni Mp3 di Alfredo dal mitico cd Figlio di Quarantanni: ![]() |
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