Blue Dahlia Musica & Parole


martedì, febbraio 27, 2007
 

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A Paperopoli………..
27 Febbraio 07

Al di là di ogni discorso plausibile sulla contemporaneità, che non è per nulla banale iniziare e poi condurre fino alla conclusione, per colpa del concetto stesso della contemporaneità, il cellulare, inteso come apparecchio telefonico senza fili, è un oggetto straordinariamente comodo. Sono convinto che ne potreste convenire. La scienza ha generato la tecnica, ed insieme la tecnologia, la quale ha finito per impossessarsi della scienza e della tecnica. Nonché dell'uomo stesso. L'inarrestabile marcia del progresso e dell'innovazione tecnologica, in barba alla realtà della taglia di un vestito, o alla monotonia delle papille gustative di ciascuno di noi, produce mostri autoalimentanti, simili a virus informatici, in perenne crescita, a dispetto anche di sè. In poche parole, i cellulari d'ultima generazione fanno schifo, nella loro sovrabbondante completezza. Io ho un cellulare normale, con una suoneria normale. Trilla. Non canta. Non suona. Non fa versi strani, non emette gemiti, non manda musica techno. Trilla e basta. Per altro con un tono basso. Drrrr, così. È evidente che sono in netta minoranza; se non si distinguono per gli U2 che si materializzano alla chiamata, hanno tutti qualche musichetta speciale, che più è sofisticata e cervellotica, più fa impennare il tuo prestigio sociale, e forse l'appetibilità sessuale. Questi motivetti orecchiabili e metallici prima o poi ci renderanno schiavi o automi, ma il problema non è solo questo, nonostante qualcuno difenda il loro valore di diffusione della diversità, della riconoscibilità. In un vecchio Topolino, a Paperopoli, stanno facendo lavori di ristrutturazione alla villa di zio Paperone. La gente però è esasperata dal trambusto dei martelli pneumatici, e allora si rivolge ad Archimede Pitagorico per un rimedio urgente, che arriva tempestivamente: il martello pneumatico musicale. Al posto del terribile rumore, diffonde Beethoven. E tutti sono felici. Ma non dura. I malati di jazz si lamentano: "basta musica classica, vogliamo Miles Davis!". E così gli amanti del rock. Dell'elettronica. Alla fine dei conti, un casino. Rivolta sociale incontenibile, capeggiata dai tassisti, che quando c'è da menare le mani, non si tirano mai indietro. Allora Archimede prende atto del fallimento del progetto, e torna al buon vecchio rumore assordante. E tutti tornano contenti. Di nuovo. E' ora di telefonare all'Archimede delle suonerie. Vado e torno. Aspettatemi qua.

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REDROM

posted by bluedahlia | 13:12 | commenti


mercoledì, febbraio 21, 2007
 
Una sola parola "Imperdibile"
Sabato 24 Febbraio
Da Palermo
AKKURA
 Presentazione del nuovo Cd ZAUN
ZaunDopo anni e anni di duro lavoro, che tradotto dal siculo al calabrese è “cazziandu tuttu u jornu”, ovvero lavorando di intelletto tutto il giorno, finalmente è nato ZAUN.
Zaun , la seconda “opera” dei nostri amici, eroi, buttane di Palermo, gli Akkura.
Tante volte li ho visti passare al Blue Dalia, come band, come amici, come suonatori al soldo, come atto d’amore nei confronti del locale, ho addirittura visto i genitori di alcuni di loro al Blue, ho visto portarsi dietro in una valigia un certo Tony che voleva rubargli la scena e che dopo uno spettacolo meraviglioso è stato rinchiuso di nuovo nell’angusto spazio, li ho seguiti nelle loro pirotecniche giravolte di espressione, musica, teatro, chiacchere e poi di nuovo musica progetti vari ed eventuali e dopo mille telefonate “Ma è prontu stu discu?”, insomma dopo lunga gestazione, circa tre anni,  finalmente è arrivato. “Zaun” è il coro che si sente durante “Città in basso”, un brano dalla lavorazione particolare in cui, tra i vari strumenti, è stata usata una damigiana verde, la stessa che si vede nella copertina dell’album. Una damigiana piena di un mondo fantastico fatto di storie e danze, viste attraverso quel vetro smeraldino, debuttanti russe pronte al loro primo ballo, sospinte da un ritmo indiavolato e dai fiati urlanti; le fughe notturne di amanti incorniciati in sonorità western; un valzer da banda tra le Akkura in piscina“donnacce” dei quartieri; un viaggio in Giamaica perché “Palermo a me va bene quando smette d’abbanniare”, in netto contrasto con la gioia rumorosa di “Boucherie”, smash-hit del primo album. L’ascolto di “Zaun” permette di cogliere una notevole maturazione stilistica del sestetto palermitano, uno studio degli arrangiamenti che ha dello sbalorditivo, un gusto per la trovata a sorpresa, come il delizioso sussurro che inframmezza le soavi strofe di “Cielo Blu D’India”, o la rivisitazione di brani storici del repertorio del gruppo (splendida la versione di “Notte dei profumi”), che si lancia di nuovo all’inseguimento del successo.
Dodici pezzi, un consolidato mix di sonorità esotiche e tradizionali, una cura dei testi particolareggiata, studiata per creare evocazioni ed atmosfere suggestive.
            Insieme dal 2000, gli Akkura (che in dialetto palermitano significa “fate attenzione”) portano avanti un genere tutto loro che chiamano “Musica Da Crociera”, una mistura di folk, rock, musica da banda e feste di paese che portano i Akkura 1cantautori fuori da nicchie preziose.
            Nel corso di questa “traversata” hanno inciso un primo cd, adesso alla sua seconda ristampa, hanno vinto diversi premi ricevendo riconoscimenti di pubblico e critica; sono anche stati inseriti nel CD “Caterpillar vol.7”, edito dalla trasmissione omonima di Radio RaiDue, vengono inseriti nella raccolta “The Best of” Demo Rai, della omonima trasmissione su Radio RaiUno, nella compilation di gruppi siciliani prodotta da Balarm e distribuita con la rivista musicale “Blow-up” e nella raccolta “Sonica 2002” distribuita della rivista musicale “Mucchio Selvaggio”.
            Approdando su lidi del tutto insoliti, hanno pure composto, prodotto e arrangiato musiche per cartoni animati della Grafimated Cartoon, per i videogiochi della Elventech Software House e per lo spettacolo teatrale “Italia-Brasile 3-2” di Davide Enia, registrando così più di 450 repliche, nei teatri di tutta Italia (alcune delle quali trasmesse dalla Rai). Rinunciando a gettare l'ancora, hanno poi aperto i concerti di Giuliano Palma, Teresa De Sio, Caparezza e Negramaro;
 
Mercoledì 21 febbraio al Teatro Metropolitan, di Palermo la presentazione del album e poi una tournee di venti concerti porterà la crociera degli Akkura per tutta l’Italia, in attesa dello sbarco europeo in programma da maggio in poi a partire da un tour in Germania.
E se queste sono le premesse, presto tutta Italia sarà travolta da un nuovo tormentone: Zaun…
Akkura Giardinieri
posted by bluedahlia | 12:49 | commenti (3)


martedì, febbraio 20, 2007
 
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Radiohead, Negroni e Kierkegaard, ovvero
Tum tum, aut aut, tum tum, bla bla bla

20 Febbraio 07

Mi rendo perfettamente conto di dovermi far curare questa indolente mia pulsione marchettara che mi istiga a parlare bene del Blue Dahlia nel blog del Blue Dahlia, ma al prurito non so resistere. C’è da aggiungere che mi taglio spesso le unghie. Ebbene, quasi in conclusione delle mie scorribande musical-etiliche nel suddetto locale, giusto quando mi riscopro troppo alticcio per prolungare le mie piacevoli conversazioni e troppo lucido per riversarmi sulle due o tre fanciulle davvero meritevoli di una figura di merda, saluto tutti e mi avvio verso l’automobile, parcheggiata non troppo lontano.
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posted by bluedahlia | 23:23 | commenti (1)


giovedì, febbraio 15, 2007
 
 Sabato 17
 Febbraio
Da New York
AMY COLEMAN
&
TEXACO JAVE
 Il grande blues made in NYC
 
Amy ColemanAmy Coleman è nata a Brooklyn,New York,dove attualmente risiede. Si avvicina alla musica ed al canto ascoltando le grandi singers come Aretha,Billie Holiday,
ma anche i Beatles e Sly and Family Stone. Appena ventenne inizia ad esibirsi nei clubs di New York,distinguendosi subito per la sua duttilità vocale. Ma in questo periodo scopre il teatro partecipando come attrice di musical:Face to the wall con musiche di lennon-Mc-Cartney vincendo il premio di migliore vocalist dell’anno indetta dalla famosa rivista Backstage Magazine.
Continuerà con il teatro nel ruolo di Mary in Jesus Christ Superstar nelle tante repliche a Brodway. Dopo un tour in Germania ed in Austria,al ritorno negli States,farà parte del tour di Richie Havens, e Buster Poindexter, come special Guest.
In periodi successivi conosce il musicista Enzo Filippelli,girando nel Sud Italia con un tour musicale (un mix di blues,Jazz,pop Europeo)e incidendo il disco Only sleep Brings Dreams.
Flame onAl ritorno in NYC, si esibisce per tanto tempo, nel mitico locale Dan Linch Blues Bar, praticamente un’istituzione nel giro dei clubs di blues. L’incontro con altre musiciste donne darà la realizzazione di un CD (Soul Kiss)
Nel 2002 produce il suo primo CD da singer (Flam on).con relativo tour negli stati della East Coast.
Nel 2005, con James Taylor da vita ad un interessante Show Case in TV-cable in New York.
 
Il sito
 
posted by bluedahlia | 18:06 | commenti


lunedì, febbraio 12, 2007
 

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Così parlò la farabutta.

12 Febbraio 07

 

L’altra sera a cena, mi sono mantenuto leggero, e poi la notte ho fatto un sogno romantico, ammesso che sognare di incontrare un mia ex in un club di Berlino possa essere definito un sogno romantico.
Non si fanno nomi, tanto meno cognomi. Di soprannomi, nomignoli e vezzeggiativi, neanche a parlarne.
Una di quelle tipe così stravaganti ed originali, che stare con lei ha rappresentato un’escursione senza paracadute né scarpette ortopediche sulla mia personale quarta dimensione.
Eravamo parecchio affiatati, ed a modo suo, riusciva a farmi sentire vivo; poi, mi voleva bene. Così tanto che non ce la faceva proprio ad essermi fedele per più di un decina di giorni di fila (quando contrasse la mononucleosi, e dovette restare quindici giorni in ospedale, ebbi il sospetto, poi dimostratosi non del tutto infondato, che cercò di darsi da fare anche là). Poi tornava, si acclimatava, e sul più bello spariva di nuovo. Inafferrabile, come Lupin, con l’unica differenza che le cose che rubava erano già di sua proprietà.
“Gigi!! “ mi urlò addosso, non prima di sfoderare la sua arma tradizionalmente più infima, il sorriso, “che ci fai in questo posto di questa città, a quest’ora?”.
Come al solito, l’alcool rivestiva un ruolo da protagonista assoluto, nelle di lei missioni notturne.
“Vuoi la verità?”.
“Certo”.
“Peccato, mento benissimo”.
“Vabbeh, fa un po’ come ti pare!”
“La tua carenza di poesia si è terribilmente acuita. Non ti ricordavo in questa versione binario del tram.”
Complicato rincontrarla. Poi a Berlino. Complicato come insaponarsi la schiena, o come farsela insaponare. O magari come nascondere l’erezione dopo essere finalmente riusciti a farsela insaponare da una brava. Detto per inciso, una cosa simile mi successe l’estate passata, in un campeggio giù da me in Calabria. Il mio costume da mare, rivelò fin da subito la sua inutilità, in una di quelle tipiche concatenazioni congiunturali, di misteriosissima origine, che trasformano un oggetto, teoricamente alleato, nel peggior nemico. Il costume, dunque, si rigonfiò come una mongolfiera, lasciando intendere una virilità così sovrabbondante, che qualunque navigato attore porno si sarebbe imbattuto in tortuosissimi dubbi esistenziali. Inutile sottolineare che di mio c’era ben poco. Appunto, solo l’infimo raggiro di un costume da mare. “Non credevo che questo docciaschiuma facesse un effetto simile, vedo di non comprarlo più, o magari consigliarlo a qualcuno”, disse la campeggiatrice insaponatrice, sottolineando l’avvenimento con quella perfidia che solo le donne, e anzi solo certe donne, sanno brandire. “Sarà il vento che dilata la percezione del mio ego…”, risposi barcamenandomi, ma solo un pochino, “o sarà che certe volte può essere sufficiente uno starnuto”, conclusi. “Grosso rischio avere il raffreddore quando sei nei paraggi, che ne dici?” mi fulminò senza alcuna pietà.
“Sono a Berlino ad incontrare un amico musicista. Lui stasera non è in città, o è come se non ci fosse, ed io ho deciso di fare una passeggiata terapeutica. Una di quelle che mi liberano delle tossine e mi intossicano di ricordi, e di buone intenzioni miseramente frustrate. Con una serie infinita di pensieri che si divertono ad inquietarmi, come tante suore in un’unica fila indiana, in attesa imperturbabile del sacramento dell’eucarestia. Poi, lo sai; adoro la malinconia: è una questione prevalentemente quantitativa, dura più dell’allegria e fa meno rumore. E se non la reggi puoi sempre suicidarti o guardare un reality”.
In rigoroso ordine cronologico, la mia ex eseguì le seguenti operazioni: mi ascoltò con un qualche interesse, mi guardò negli occhi, rise di gusto, rubò un drink ad un crucco particolarmente ormonale e particolarmente biondo (sperai per lei, ma soprattutto per me, che fosse un suo conoscente), bevve qualcosa che si definirebbe un sorso, rovesciò il rimanente per metà sui suoi jeans non ancora così devastati per poter venire indossati con soddisfazione, e per metà sulle mie scarpe da tennis con i lacci arancioni, restituì il bicchiere vuoto ad un crucco tarchiato, evidentemente differente dal proprietario legittimo del drink, ma non per questo meno serioso, caratteristica questa che rende i tedeschi unici nella loro rigidità, e mi disse: “Svegliati Gigi. Basta sognare cazzate. È tardi e la solita giornata sfigata per individui sfigati, che sognano episodi che solo la fantasia deviata e paranoica di uno sfigato può sognare, ti aspetta. Buongiorno”.
Hai ragione, baby. Anche nei sogni non ti smentisci.
Così parlò la farabutta.
 
REDROM
posted by bluedahlia | 23:35 | commenti (3)


giovedì, febbraio 08, 2007
 
 Sabato 10 Febbraio
ALBERTO CAMERINI
 Absolutely 80°
 
Alberto CameriniNato in Brasile, profondamente permeato dagli umori musicali di quel paese, Alberto Camerini è poi diventato noto in Italia come l'Arlecchino elettronico, con successi easy-pop come "Rock'n'roll Robot" e "Tanz Bambolina". Ma la sua carriera, assai più complessa e multiforme - dalle sperimentazioni wave all'approdo ska-hardcore degli ultimi anni - è la parabola di una generazione e svela un personaggio eclettico, che attraverso il suo eterno Carnevale, ha cercato di smascherare le contraddizioni e i simulacri della società.
 
Dal 1971 anno in cui incominciò alavora fisso come chitarrista di studio all’"Ariston Records". ha attraversato tutta la scena musicale italiana sino ai giorni nostri, una grande icona
.
Il Rock’n’Roll Robot è tornato
Ciberclown 
 
Per chi volesse leggere la sua sterminata biografia:
Il sito Ufficiale


Notizia dell'ultima ora
Il Tour dei Liquid Laughter Lounge Quartet è stato annullato per gravi problemi di salute del chitarrista Gregor Jehle.
Gregor rotto
Auguri a Gregor di pronta guarigione.
posted by bluedahlia | 19:28 | commenti (1)


mercoledì, febbraio 07, 2007
 

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E' un piacere ricevere, gustare e poi postare queste Pillole d'insistenza
e come si scriveva una volta sui banchi di scuola(riveduto e corretto):"Asino chi non commenta".

"Milan l’è propi  un gran Milan"

 7 Febbraio 07

A proposito di Milano, ai più è noto che, come se non bastassero ed avanzassero le sfilate di moda, per una volta all’anno, la città si presta all’assalto forsennato delle schiere di mobilieri, quelli che il design è la frontiera post-moderna dell’arte, quelli che le ciotole giapponesi, l’arte povera ma non troppo, la musica fighetta. E tailleur, tantissimi tailleur, cravattone, scarpe lucide e pelli abbronzate, ragazzi dell’ufficio stampa e giovani creativi, aperitivi e tartine, olive ascolane e brochure assolutamente incomprensibili su cartoncino patinato. Ma al centro di tutto ciò, c’è lei, la poltrona futurista da quindicimila euro. Così. Mi piacerebbe che Carlo Emilio Gadda, milanese dal gusto sottilmente capitolino, fosse ancora vivo. Vorrei vederlo pubblicare un pezzo simile a quello che si scagliava contro la borghesia milanese all’interno di La cognizione del dolore: un puro divertimento che si erge a capolavoro. O anche ammirare i riflessi sociali del craxismo e della Milano da bere, ora che Milano se la sono effettivamente bevuta per intera, ruttandola pure, sulla stessa faccia di Bettino, e dei suoi sodali di merende. E pensare che tutto ebbe inizio quando un tizio sistemò giusto un po’ di paglia per terra nella sua caverna per stare più comodo. Non avrebbe di certo immaginato di suscitare tale clamoroso spirito emulativo. Pensate a questo antico e selvaggio cavernicolo che torna a casa, cioè nella sua spelonca, e vi trova duecento individui fighetti che bevono Martini e Bacardi breezer commentando il suo pagliericcio. Potrebbe pensare che sono scemi. O potrebbe avere una seconda idea: venderglielo. Tra le due ha scelto sicuramente la seconda. E ci ha fottuti tutti.
 
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posted by bluedahlia | 01:50 | commenti (4)


venerdì, febbraio 02, 2007
 
Sabato 3 Febbraio
I calabresi targati Snowdonia
SAINT FERDINAND
 Avant Free Rock
 
Saint FerdinandL'esperienza Saint Ferdinand può esser fatta risalire 2001 con le prime sperimentazioni soniche del duoAlessi/Campolongo brevi sessions per table guitar, effetti e materiali non ortodossi. Poco dopo danno vita alle registrazioni che produrranno "Gesto sonoro in tre movimenti sulle nozioni di aleatorio ed auto-organizzazione" attribuito ad al JAZZera (formazione antesignana del presente progetto).
Nasce al JAZZera, che vede accanto ai due il manipolatore Freeman Giafrata. I tre danno vita a creazioni improntate per lo più su improvvisazioni disarticolate, intrusioni elettroniche, cianfrusaglie concrete ecc. Il distacco da estetiche rock si fa sempre più forte in favore di un feeling jazzistico e slanci avant figli delle più estreme esperienze chicagoane anni novanta. Nello stesso periodo gli interessi del gruppo iniziano a fuoriuscire dagli angusti perimetri musicali, nasce l'interesse per le arti grafiche e per la filosofia. Al JAZZera produrrà in poco più di un anno svariati demo; in particolare, accanto al già citato "Gesto sonoro" (che rischiò di finire sulla serie "P.O. Box" edita dalla Wallace Records di Mirko Spino), "Chi ha paura della Phonè?" (Agosto 02) aprirà ai nostri le porte della collaborazione con la Snowdonia Records di Cinzia La Fauci.
I tre afgani terminano il loro percorso nel settembre 03, il Martino rientra nella line up e nasce Saint Ferdinand , nel Giugno 04 entra a far parte del progetto Giodi. La Band suona con Anatrofobia, con i tedeschi Liquid Laughter Lounge Quartet con i newyorkesi The Hub e con i Bachi da Pietra ed alcune performances Xabier Iriondo in un Concerto per Strumenti Preparati.
 
I san Ferdinand sono:
michele alessi - chitarra, theremin, manipolazioni.
gianfranco campolongo - basso, laptop, cracklebox.
jd di bartolo- batteria.
nino martino - clarinetto.
libero rodofili - sax, violino, electronics.
 
I Link:
posted by bluedahlia | 20:21 | commenti (1)